Anna Lorenzetti

È vero che il viaggio di Paul Klee in nord Africa ha cambiato il corso della storia dell’arte.Il respiro di un sole ardente, le architetture come armoniosi merletti, l’aria che ti accarezza piano e ancora, ancora, ancora… Queste magie si infiltravano dolci nell’anima e poi crescevano con lui.Ma Angela non ha bisogno di un viaggio in Tunisia. Lei è già Africa, e già nostalgia di Kasba, sapore di coriandolo e profumo di gelsomino. desiderio di una vita precedente o ambizione di esistenze future e come in un taccuino del quotidiano lei ha applicato gli stralci dei suoi sogni.Sono tutti lì, in un caleidoscopio avvolgente perché non si perdano nel mareggiare di Marsala o nel maestrale di Trapani.Lei annota pazientemente le gelosie intagliate e complicate, Il sovrapporsi dei volumi colorati, le cupole gonfie e generose, gli svelti minareti, come una poesia lenta, un po’ dolce un po’ dolorosa di nostalgia.Le immagini si compongono si assemblano e si sgretolano in un benigno divenire. Tutto nella visione di questa artista appare concreto e labile fermo ed evanescente come mucchi di sale nelle saline dello Stagnone.Sono lì, luccicano al sole ma possono disciogliersi nell’abbraccio del mare.Una visione del mondo naturale che è connaturata nel carezzevole sorriso di Angela,nella sua poesia costante e mansueta alla ricerca di un linguaggio indubitabile che non ha mai dimenticato il legame indissolubile con l’ambiente.A volte piccoli dettagli del mondo diventano tarsie geometriche,incastri precisi che alludono ad onde Marine,ali azzurrine di un sognare quotidiano.

It’s true that Paul Klee’s trip to North Africa changed the course of art history. The breath of a burning sun, the architecture like harmonious lace, the air that caresses you slowly, and again, and again… These magics gently infiltrated his soul and then grew with him. But Angela doesn’t need a trip to Tunisia.
She is already Africa, and already nostalgia for the Kasbah, the taste of coriander and the scent of jasmine. Desire for a previous life or ambition for future existences, and as if in a daily notebook, she has written down the fragments of her dreams. They are all there, in an enveloping kaleidoscope so that they are not lost in the surging seas of Marsala or the mistral winds of Trapani. She patiently notes the intricately carved shutters, the overlapping colored volumes, the swollen and generous domes, the slender minarets, like a slow poem, a little sweet, a little painful with nostalgia. The images compose themselves, assemble, and crumble in a benign becoming. Everything in this artist’s vision appears concrete and fleeting, still and evanescent like piles of salt in the Stagnone salt pans. They are there, glistening in the sun but can dissolve in the embrace of the sea. A vision of the natural world that is inherent in Angela’s caressing smile, in her constant and gentle poetry in search of an undeniable language that has never forgotten the indissoluble bond with the environment. Sometimes small details of the world become geometric inlays, precise interlockings that allude to marine waves, blue wings of an everyday dream.