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il sale è il sole dei sapori. solo di sale è la mezza sfera bianca che ho visto, appoggiata al suolo nello studio di angela trapani: è sola. anche del sole si vede sempre solo mezza sfera.
Getulio Alviani

…strutture, oggi più “orientate” che orientali, e il visibile, un luogo dell’energia, ”luogo santo” dell’esperienza giovanile, immagine di un mondo vissuto tra Terra e Cielo. Heidegger scrisse “soltanto la forma conserva la visione, ma la forma riposa nella poesia”.
Gaspare Barbiellini Amidei

…la nuit à travers l’intense capacité que possède Angela de tout voir et de tout restituer à notre regard…coupoles immaculées et encore vague déchirés par une douce lumière blanche qui rappelle les petits matins de Sidi Bou Saïd, un’ivresse que aura volé votre âme.
Samia Harrar

…tutto ciò somiglia alle notti nel deserto. Al rumore del silenzio. Al profumo n/della notte, un’essenza senza corpo, metafora della spiritualità. Una sorta di “pittura metafisica orientalista” che restituisce l’enigma di luoghi e di ore…
Elisabetta Longari

...dalla fine degli anni Ottanta all’inizio dei Novanta il suo fare artistico “neo-orientalista” si deve, collocare in quel mondo che risale alla notte dei tempi di un oriente favoloso, quello dei viaggiatori.  Affascinata da quei colori, dalle atmosfere, dai paesaggi, che nel corso degli anni sono entrati a fare parte della sua vita. In Tunisia, a Sidi Bou Said, come in Turchia, a Istanbul, trascorre lunghi periodi, quando soggetti dei suoi lavori sono cupole, ganarìe, architetture arabe.
Con il passare del tempo la sola forma che rimane all’interno della sua ricerca è la cupola, nella sua perfezione di semisfera.
La cupola alla fine dei Novanta diviene tridimensionale, si fa oggetto architettonico. La tridimensionalità dona a quegli oggetti una certa autonomia. Ne realizza alcune con il sale, una sorta di omaggio alle Saline di Marsala, sua città natale. Nel 2000 dà vita a una grande cupola, fatta di tubi di plastica, presso la Moschea di Milano in una sorta di sincretismo culturale, sociale, religioso.
dalla tridimensionalità passa alla fotografia, alla quale si è sempre interessata. Nascono trasparenze riflesse, in cui le cupole, riflettono le immagini del circostante, modificandone la forma, come in un gioco anamorfico.
Si giunge quindi alla recente serie di dipinti atmo sfere. Qui Angela Trapani coglie l’essenza delle forme architettoniche, la purezza delle geometrie, in un gioco di forme e di colori, in composizioni, che, potrebbero essere lette come astratte. In queste recenti pitture, al blu, si affianca il rosso, quello delle cupole palermitane di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo.
Un colore puro, dichiarato, ci troviamo di fronte a una pittura a larghe campiture di colore.
Il soggetto nel suo descrittivismo scompare per lasciare posto all’idea dello stesso.
Angela Madesani

…le cupole diventano rotondità quasi organiche, lattee e vive e acquistano una suadente morbidezza sospesa tra fisicità e miraggio. Le scritte, i ritmi della decorazione diventano segni alchemici e magici, dominati da una delicata liricità…
Elena Pontiggia

…Angela si fa accompagnare da una semisfera trasparente che, poggiata su qualsiasi cosa, animata o inanimata, rivela di essa un’altra sua identità, …una cupola che fa della sua trasparenza ialina un occhio capace di trasformare, rendendola surreale, una realtà, anche la più semplice, la più elementare, definendola in piano e in profondità come un’entità spaziale al di là dello spazio…
Gioacchino Aldo Ruggieri

Il percorso dell'artista si è mosso verso una sintesi formale in cui monocromo ed essenzialità del segno richiamano l'esperienza del Color Field painting.
Angela intraprende un intenso percorso d'istruzione artistica ed il tema delle cupole si conferma assolutamente centrale alla sua opera; ne rappresenta tantissime e d'ogni tipo nel corso della sua vita artistica; le ritrae con il disegno, le interpreta con la pittura, le realizza tridimensionalmente con ogni materiale.
L'artista, per quanto possa sembrare nostalgica della modalità pittorica di sintesi formale legata agli anni centrali del Novecento, sviluppa un percorso completamente autonomo e “necessario” ai fini della liberazione del soggetto dalla realtà dei significati imposti. Abbandona di fatto l'agio estetico e dei contenuti collegati alla cupola per trascendere quindi dal soggetto rappresentato che si fa veicolo di conoscenza. Vuole addentrarsi più a fondo, nel senso più essenziale della forma che diventa una porta su altri mondi.
La semi sfera è la chiave, uno strumento che nella sua immediatezza e semplicità veicola la meditazione. Si apre così un “luogo” illimitato che si fa specchio dell'infinità di noi stessi.
Vi è un passaggio da cupole di edifici sacri a figure cosmiche, a paesaggi lunari, un'evoluzione dal micro al macro, dal nostro piccolo mondo allo spazio sconfinato dell'universo, dalla realtà quotidiana alla realtà dello spirito, in un viaggio senza meta verso la conoscenza. Riconduco i megaliti sferici della Trapani al Monolito di 2001: Odissea nello spazio, come strumento di apertura su un livello di consapevolezza superiore.
Nila Shabnam Bonetti

… Egli, nella Cupola e attraverso di essa, guardandola e vedendola, sente di esserne parte come un organo è parte del corpo. Ciò che chiamiamo Io (e in cui l’Occidente da tanto tempo si smarrisce) è parte ed espressione limitata di questo spazio a volta, simile all’universo intero, che ciascuno di noi porta non già dentro di sé, ma tutt’ intorno, in ogni istante della sua vita, come sua autentica dimensione della realtà. Ogni credente è una Cupola. E la Cupola è tutti. Qui si apre il mistero, e prosegue…
Igor Sibaldi

…e in un orizzonte quasi sempre notturno che trascolora dal blu violaceo all’indaco ne ha inscritto alcuni dei segni più icastici in una recente serie di vedute notturne, bellissime da vedere (e da ascoltare forse) …ultimamente, Angela Trapani ha preso a costruirle, le sue cupole, invece di dipingerle, ne materializza la plasticità con i mezzi propri dello scultore – anzi, del vasaio – coltivando la finezza che più distingue il suo lavoro: ottenere il meglio col minimo per innata eleganza…
Tommaso Trini

 

salt is the sun of flavors. only salt is white half-sphere I've seen, resting on the ground in the study of angela trapani: is alone. even the sun is always seen only half-sphere.
Getulio Alviani

…structures, now more “targeted” and the eastern, and visibile, a place of energy, “Holy place” of youth, the image of an entire world lived between Earth and Heaven. Heidegger wrote “the only form preserves the vision, but the form rest in poetry”.
Gaspare Barbiellini Amidei

…la nuit à travers l’intense capacité que possède Angela de tout voir et de tout restituer à notre regard…coupoles immaculées et encore vague déchirés par une douce lumière blanche qui rappelle les petits matins de Sidi Bou Said, un’ivresse que aura volé votre Ame.
Samia Harrar

…all that looks like a the nights in the desert, like the noise of silence, like the scent of night, an essence without body, metaphor of spirituality. It’s a kind of “ oriental metaphysical painting” which returns the enigma of places and hours…
Elisabetta Longari

… from the end of the Eighties to the beginning of the Nineties, her artistic neo-orientalist endeavour can, should, be placed within that world.
…that goes back to the mythical past of an imaginary Orient – the Orient of travellers…
She is fascinated by those colours, atmospheres, landscapes that before long entered her life. In Tunisia, at Sidi Bou Said, as in Turkey, in Istanbul, she stayed for long periods of time in the Eighties and Nineties, when her works focused on cupolas, moucharabies, and Arab architectures.
With time, the one single form that still occurs in her art is the cupola, which in its semi-spherical perfection
At the end of the Nineties, the cupola becomes tri-dimensional, turns into an architectural object. Tri-dimensionality gives to those objects a degree of autonomy. She makes a number of them with salt in what was a tribute to the salt quarries of Marsala, her birth town
In what was a sort of gesture of cultural, social and religious syncretism, she created in 2000 a large cupola, made of plastic tubes near the mosque in Milan.
It is thus that from tri-dimensionality she moved to photography, something she had always shown an interest for. The outcome was trasparenze riflesse (“Reflected Transparencies”) where the cupolas reflect the images of the surrounding place, reshaping its form as in a anamorphic play.
Next comes atmo sfere, the recent series of paintings Here Angela Trapani captures the essence of the architectural forms, the purity of the geometries
a pattern of forms and colours, in compositions, which, as we had mentioned earlier, can be interpreted as being abstract.
In these recent paintings blue, azure and white combine with red. The red of the cupolas of Palermo of San Giovanni degli Eremiti and San Cataldo.
A colour that is pure, declared, are large backgrounds of colours
In its descriptivism, the subject disappears in order to give way to the idea of itself.
Angela Madesani

…the roundness domes become almost organic, milky, living curves and take on a persuasive softness, suspended between materiality and mirage. The writings, the rhythms of the decoration become alchemic and magical sign, dominated by a delicate lyricism…
Elena Pontiggia

…Angela is accompanied by a transparent hemisphere that rest on anything animated or inanimate, it reveals another of its identity, a dome… that makes its transparency crystalline an eye that can transform, making it surreal, a reality, even the simplest, most basic, calling it flat and deep space as an entity beyond the space…
Gioacchino Aldo Ruggieri

…in the Dome and through it, looking at it and seeing it, he becomes part of it, like an organ forms part of the body. What we call Ego ( in which the West has lost itself for so long) is only a limited part and expression of this vaulted space, resembling the entire universe, which each of us carries not inside us, but all around us, at every moment of our lives as the authentic dimension of reality. Every believer is a Dome. And the Dome is everyone. This marks the start of the mystery, which continues…
Igor Sibaldi

…some of the most symbolic sign are inscribed against a horizon that is almost always nocturnal, ranging from violet blue to indigo… raises this work to a starting point of abstraction in a recent series of night views that are particularly beautiful to look at (and perhaps to listen to). …Most recently, instead of painting them Angela Trapani has started to build her own domes. She gives them plastic form using a sculptor’s own tools –or rather the potter’s – adding the sophisticated finish that makes her work stand out: with innate elegance, she can produce the best using the least.
Tommaso Trini

 

 





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